Oggi l’Europa al voto: fuori da Instagram gli Under 16?

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Oggi l’Europa al voto: fuori da Instagram gli Under 16?

Oggi il Parlamento Europeo è chiamato a votare una nuova normativa, abbastanza articolata, che ha lo scopo di proteggere i dati personali online.

Tra gli obiettivi anche quello di uniformare l’età di accesso ai social network per tutta l’Unione Europea, impostando per tutti gli stati membri un’età compresa tra i 13 e i 16 anni (al momento in Spagna bisogna averne 14 e nei Paesi Bassi 16, per esempio) e richiedendo l’approvazione di un genitore per l’accesso in certe fasce di età.

Il fine è quello di offrire alle aziende che fanno business online un panorama il più possibile uniforme, in termini di regole, come avviene negli USA. Tecnicamente, quindi, oggi potrebbe essere votato un innalzamento dell’età di accesso anche a Instagram, che in Italia è al momento fissata a 13 anni.

Nei giorni scorsi sui giornali si sono letti titoli abbastanza allarmistici relativi alla possibilità che l’Europa potesse innalzare la barriera di accesso ai social media, Instagram incluso, imponendo l’approvazione di un genitore per alcune fasce di età.

Il Sole 24 Ore parlava di “Europa contro i social media”, la Repubblica informava di un possibile “rischio”, mentre Il Post ha titolato in controtendenza, manifestandosi più possibilista e spiegando l’articolata normativa in modo molto dettagliato.

Cosa succede, dunque?

Succede che per offrire alle aziende che lavorano sul web in Europa le stesse opportunità indipendentemente dal Paese in cui investono, è necessario uniformare il più possibile il panorama che queste si trovano di fronte soprattutto in termini di protezione dei dati personali online. Il testo di legge in approvazione oggi, tuttavia, è stato arricchito di un “emendamento” in cui si riferisce che “Il trattamento dei dati personali di minori di età inferiore ai sedici anni è lecito se e nella misura in cui il consenso è espresso o autorizzato dal genitore o dal tutore del minore”.

La cosiddetta “età per il consenso digitale”, qualora passasse l’emendamento, potrebbe essere dunque innalzata da 13 anni (in Italia) a sedici anni, considerando dunque i minori di 16 anni incapaci di dare un valido consenso a quelli che sono i loro dati online.

Dovremo attendere ancora un giorno per scoprire la sentenza definitiva.

 

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foto di copertina @justinbieber

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