Un’insolita Alghero nelle foto degli Igers: omaggio ad #Alghero2018

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Un’insolita Alghero nelle foto degli Igers: omaggio ad #Alghero2018

Servizio a cura di @alessandrapolo e @ch_ecco (regional e vice regional manager @igers_sardegna)

Alla base di tutto c’è la fiducia. Anche alla base del nuovo modo di fare promozione del territorio. Inizia così l’intervista ad alcuni rappresentati della community @igers_sardegna andata in onda nell’ultima puntata del 2016 della trasmissione RAI Linea Blu girata proprio ad Alghero (dal minuto 11:30).

“Se io pubblico sui social una bella foto attraverso la quale racconto di un luogo che mi è piaciuto, se consiglio un piatto che ho gustato e le parole con cui l’accompagno sono anche ricche di informazioni e suggestioni, con molta probabilità io quell’amico o quegli amici che mi seguono sui social, li invoglio a venire a scoprire quel luogo, ad assaggiare quel piatto.”

Siamo diventati tutti ambasciATTORI del territorio. Lo è chi ci vive quotidianamente ma anche chi lo visita durante una vacanza, magari avendolo scelto proprio grazie alle immagini scovate su Instagram.

Ecco è con questo stesso spirito che l’ultimo giorno del 2016, in occasione dell’Instant Festival A Digital Life, dedicato alle tecnologie digitali per il racconto del territorio, insieme alla Fondazione Meta e @algheroturismo, abbiamo organizzato una passeggiata fotografica per il centro storico di Alghero alla scoperta di scorci insoliti. A completare la giornata, prima dei festeggiamenti del Capodanno, una Open Lesson su come usare Instagram e Facebook per la promozione del territorio che ha visto coinvolti diversi operatori del settore turistico e non.

E ora godetevi il racconto di Francesco Pruneddu e alcune foto realizzate dagli Igers partecipanti e pubblicate con l’hashtag #Alghero2018 pensato per supportare la candidatura de l’Alguer a Capitale Italiana della Cultura per il 2018.

Quando si parla di torri, bastioni, sole, mare e corallo l’immaginazione corre dritta ad Alghero. L’unica città della Sardegna che nel suono del dialetto e nei nomi delle vie conserva gelosamente le tracce dell’invasione catalana del XIV secolo.

L’Instawalk di @igers_sardegna ha avuto luogo nel groviglio di stretti vicoli e sui tetti degli alti monumenti che si sono lasciati scoprire da decine di igers pronti a immortalare il suo intramontabile fascino.
Uno sguardo, un’emozione lunga un respiro in cui racchiudere il fascino della cittadella e la bellezza della Riviera del corallo, custodita dal “gigante addormentato” di Capo Caccia, così imponente e nitido, grazie al tiepido sole che ha accompagnato le tappe fotografiche degli oltre 30 partecipanti.

Partiamo dalla cattedrale di Santa Maria, gioiello architettonico in cui si mescolano retaggi gotici e innovazioni di gusto cinquecentesco. La bellezza delle sue volte e dei suoi marmi scolpiti era solo un timido accenno allo spettacolo che ci attendeva dopo la ripida spirale di scalini del suo campanile.
Da lassù ci si innamora letteralmente di Alghero: da una parte la cittadella fortificata, il porto turistico e il campanile della chiesa di S. Francesco, dall’altra parte l’immensa distesa blu del mare, incorniciata dai bastioni ai nostri piedi e dal promontorio di Capo Caccia che rende inconfondibile quello scorcio. Saliamo ancora, il profumo del mare diventa forte e i nostri occhi cercano scorci e angoli da immortalare, come la stupenda guglia rivestita di maioliche variopinte che diventa subito soggetto ambito dei nostri obbiettivi. Osserviamo entusiasti il panorama e qualcuno esclama : «E pensare che stavo per rimanere a casa!».

Lasciamo alle nostre spalle la cattedrale e ci addentriamo nel dedalo urbano, assaporiamo l’atmosfera natalizia mista a quella che ci proietta nel nuovo anno e raggiungiamo l’elegante Piazza Civica, impreziosita per le festività dall’installazione artistica Portodentro, nata da un’idea del famoso stilista algherese Antonio Marras. È questo il titolo dato al progetto che rientra nella programmazione di “mes que un mes” (più di un mese), per i festeggiamenti del Cap d’Any (Capodanno in catalano). Un’installazione che rende omaggio ad Alghero, ricordando quando spagnolette e gozzi venivano trasportati al riparo dalle disastrose mareggiate di maestrale.

Ultima tappa l’imponente Torre di Porta Terra. Ribattezzata con questo nome durante il periodo sabaudo, dava accesso alla città e ancora oggi conserva il tipico aspetto delle fortezze militari.
Arrivati in cima ci fermiamo a lungo ad ammirare e fotografare il vermiglio dei tetti di Alghero tra i quali svettano campanili e cupole. Come quella della chiesa di S. Michele, con le sue tegole policrome che l’hanno resa simbolo indiscusso della città. Ci voltiamo e scopriamo che gli stessi colori della cupola si ritrovano nel rosso dei tetti, nel verde della costa che ci guarda dal mare, nel blu del cielo e nel giallo della pietra arenaria che colora le strade del centro storico.
Un’immagine da cartolina, come quella che ci ha regalato il volo di un gabbiano che volava alto sotto il sole de l’Alguer.

 

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