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C215: quando l’arte di strada incontra lo sport, al museo!

La quintessenza della street art – lo diciamo ormai da tempo – è nella spontaneità della sua esecuzione nelle piccole, grandi pieghe del tessuto urbano. Espressione di protesta, di denuncia, di rivoluzione del sistema, di “sfida”: è il modo per esprimere idee, valori, il proprio disagio. Difficile concepire un’opera street al di fuori dei muri, vere e proprie tele contemporanee che accompagnano la nostra quotidianità.

Il dibattito artistico si interroga spesso nel momento in cui gli street artist escono dal loro habitat naturale, restando ben saldi alle loro tecniche artistiche ma abbracciando tutt’altro contesto, più conformista, ma sicuramente più fruibile e remunerativo. Infatti nel momento in cui questi artisti escono dalla strada ed entrano nei circuiti artistici ufficiali come i musei, allora l’opinione pubblica si divide: tra quelli che asseriscono che l’arte di strada perde il suo vero potere comunicativo nel momento in cui “si commercializza” in luoghi d’arte autentici e riconosciuti e quelli che vedono nella presenza di questi nuovi artisti l’evoluzione di questa forma d’arte contemporanea.

Forse un artista in grado di mettere d’accordo molti ha un nome e un cognome. Anzi, una sigla. C215, nome d’arte del francese Christian Guémy, è noto soprattutto per la sua tecnica a stencil: le sue opere sono segnate da numerose linee e incroci di colore che ricompongono un soggetto, per lo più volti, resi cromaticamente da sfumature nette e contrasti forti.

Le sue opere si contano numerose nelle principali città del globo, come d’altronde dimostra su Instagram il tag #c215 (oltre 45.5 k foto) mentre il profilo ufficiale dell’artista, @christianguemy, è seguito da oltre 136 k follower. Tuttavia, Guémy è uno di quegli street artist che da qualche anno è diventato un apprezzatissimo gallerista e espositore delle sue opere in musei e festival internazionali. Il suo ultimo progetto è un’esposizione al Museo Nazionale dello Sport francese a Nizza che omaggia i grandi esponenti dello sport francese e internazionale: la mostra si chiama ATHLÉTES. Carte blanche à C215, un sottotitolo che torna al primo intento della street art: a Guémy è stata data infatti totale libertà sia nei soggetti che nei supporti su cui realizzare i volti dei grandi dello sport.

Con la sua tecnica C215 ritrae 75 grandi personaggi dello sport che hanno segnato la storia dello sport d’oltralpe, dal calcio (c’è anche Balotelli, divenuto idolo di Nizza per il suo gioco e i suoi eccessi) al rugby (altro grande sport nazionale francese), dalla scherma alla boxe e alla pallamano. Degni di nota sono i supporti: molte delle superfici su cui Guémy ha eseguito i ritratti sono proprio le divise, le tute o gli abbigliamenti degli sportivi stessi che hanno attratto i visitatori a farsi selfie su Instagram. Vedere un ritratto in stencil su una maglietta dei bleus o su supporti particolari come un sacco da boxe o una racchetta da tennis conferma la grande capacità di Guémy di rappresentare la realtà in maniera efficace e sicuramente fuori dagli schemi.

La mostra, inaugurata il 10 febbraio, resterà nelle sale del Museo Nazionale dello Sport di Nizza fino al 21 maggio 2017 ed è veicolato sui social dal tag ufficiale #Expoathletes.

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