Bambini Punto Luce Zen di Palermo

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Igersitalia e Save the Children Italia, illuminiamo il futuro dei bambini

E vegno in parte ove non è che luca”, recitava Dante nel Canto IV dell’Inferno.
Oggi diremmo: “e giungo in quel luogo dove non c’è niente che faccia luce”.

Metafora o letterale, la luce è vita e ci rivela le meraviglie di cui siamo circondati.

Si dice che non vediamo le cose, bensì la luce, la quale, colpendo le cose, ne viene da queste modulata, portandoci in tal modo informazioni sulle cose stesse.
Per un fisico la luce non è altro che la parte della radiazione elettromagnetica a cui è sensibile la nostra retina.
Da sempre simbolo del bene, la luce si rende visibile grazie all’ombra che accompagna, senza dimenticare che Dio vide che la luce era cosa buona e così la separò dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte.

Sulla luce si potrebbero scrivere mille trattati, sulla sua importanza nell’arte, nella fotografia a noi tanto cara, nella letteratura, nella simbologia, nella natura fino ad arrivare al linguaggio comune: “Con questa frase mi hai illuminato” (contrario di “Brancolo nel buio”), “Ho avuto un’illuminazione”, “Sei la luce di miei occhi”, “Gli Illuminati”, la stella del mattino, Venere, si chiamava originariamente “Lucifero”, il cui significato è “portatore di luce”.

La luce è il primissimo strumento di conoscenza e scoperta, e noi di Igersitalia che la consideriamo fedelissima amica di ogni giorno, non potevamo non abbracciare e sostenere la campagna “Illuminiamo il futuro” di Save the Children Italia, dedicata al contrasto della povertà educativa, ovvero la privazione della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni per i bambini e gli adolescenti

In Italia oltre 1 milione di minori, più di 1 bambino su 10, vive in povertà assoluta e al di là di questa, esiste anche un altro tipo di povertà, ugualmente grave e drammatica: la povertà educativa di cui sopra, più nascosta e meno evidente, quella che agisce nel buio, priva i bambini dell’opportunità di costruirsi un futuro o anche solo di sognarlo e, in un incredibile circolo vizioso, alimenta la povertà economica di domani.

È una povertà a causa della quale il 25% delle ragazze di 15 anni non raggiunge le competenze minime in matematica, rispetto al 20% dei coetanei maschi, priva moltissimi bambini dell’opportunità di giocare in uno spazio pulito e li costringe in aree urbane degradate e cementificate.
È una povertà che produce eserciti di disconnessi culturali, bambini tra i 6 e i 17 anni che non vanno mai al cinema, non aprono un libro, non usano un computer e non fanno sport.

È una povertà che nessuno vede, che nessuno denuncia, che agisce sulla capacità di ciascun ragazzo di conoscersi, scoprirsi e ne impedisce la possibilità di coltivare le proprie attitudini e il proprio talento.

Ma abbiamo speranza, una grande luminosa speranza, perché tra questi minori spicca una quota di “resilienti”, ragazzi e ragazze che raggiungono ottimi livelli di apprendimento nonostante la provenienza da famiglie in gravi condizioni di disagio.

Esistono, invero, fattori che aiutano i ragazzi ad emanciparsi dalle situazioni di disagio socio-economico come l’aver frequentato un asilo nido (+39% di probabilità), una scuola ricca di attività extracurriculari (+127%), dotata di infrastrutture adeguate (+167%) o caratterizzata da relazioni positive tra insegnanti e studenti (+100%).

Save the Children ha così delineato alcuni Obiettivi per illuminare il futuro dei bambini in Italia ed eliminare la povertà educativa entro il 2030, in accordo con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile del Millennio elaborati dall’ONU, i quali riflettono i principi chiave della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UNCRC).

Tra questi:

  1. Apprendimento e Sviluppo. Tutti i minori devono poter apprendere, sperimentare, sviluppare capacità, talenti ed aspirazioni.
  2. Offerta Educativa. Tutti i minori devono avere accesso ad un’offerta educativa di qualità.
  3. Povertà minorile. Eliminare la povertà economica per favorire la crescita educativa.

Moltissimi bambini e adolescenti in Italia soffrono la povertà materiale ed educativa. Vivono in quartieri degradati dove non hanno la possibilità di seguire le proprie aspirazioni e quindi far fiorire il proprio talento, spesso infatti lasciano prematuramente la scuola. Non hanno nessuno spazio sicuro per il gioco, lo sport, la cultura e, quindi, per la loro crescita e il loro benessere.

Lo spazio pubblico è fondamentale per la crescita, l’educazione dei bambini e dei ragazzi, per questo Save the Children chiede alle Istituzioni di restituire ai bambini gli spazi pubblici abbandonati, perché ciò equivarrebbe a illuminare il loro futuro.

Insieme a Save the Children Italia sosteniamo questa campagna nazionale in un viaggio lungo tutta l’Italia, attraverso gli scatti dei luoghi abbandonati “vietati ai minori” che abbiamo visto nelle nostre città #italiavietatAiminori #illuminiamoilfuturo.

Per il lancio della campagna è stato indetto anche il concorso artistico TuttoMondo Contest, giunto alla V edizione, dal tema “2037, il futuro è…”, la cui premiazione delle tre categorie in gara (audiovisivo, fotografia, narrazione) è avvenuta lo scorso 18 maggio a Palermo, capitale della cultura 2018, nella meravigliosa cornice dei Cantieri culturali alla ZISA.
In questa formidabile location i bambini e i ragazzi che hanno partecipato, tra cui quelli dei Punti Luce “Zen” e “Zisa”, hanno potuto partecipare anche ad alcuni indimenticabili workshop come, per esempio, quello con Marie Lelardoux a cura dell’Institut Français di Palermo e quello sul linguaggio fotografico con Letizia Battaglia, il mito, tra le figure più importanti della fotografia contemporanea (New York Times, 2017).

I Punti Luce sono spazi ad alta densità educativa presenti in quartieri svantaggiati delle città italiane. All’interno di questi spazi i bambini e le famiglie possono usufruire di diverse attività: dal sostegno allo studio, ai laboratori artistici e musicali, al gioco e alle attività motorie; qui si promuove la lettura, l’accesso alle nuove tecnologie, l’educazione alla genitorialità e vengono messe a disposizioni anche consulenze pedagogiche, pediatriche e legali.

Il futuro è molto aperto, e dipende da noi, da noi tutti. Dipende da ciò che voi e io e molti altri uomini fanno e faranno, oggi, domani e dopodomani. E quello che noi facciamo e faremo dipende a sua volta dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori. Dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilità del futuro che sono aperte”.

Karl Popper

Denise, Rosario, Agnese, Enock, Carmelo, Alfred, Giuseppe… che cosa vi piacerebbe fare da grandi?

C’è chi sogna di fare l’ostetrica, chi il ballerino coreografo, chi il fotografo e chi non ci ha ancora pensato “perché per diventare grande ci vuole ancora molto tempo” e ora preferisce giocare a pallone, dipingere con gli acquerelli, vedere un film o leggere un libro su cui riflettere insieme agli altri.
Li abbiamo conosciuti a Palermo, li abbiamo ascoltati nei loro sogni e nei loro racconti di vita, li abbiamo visti sorridere a crepapelle e riempirsi di orgoglio per esser riusciti a scattare una “bella fotografia” con una Fuji X100F mentre saltavano giù da una colonna.

Curiosissimi, accoglienti, amichevoli, vispi, simpatici, intelligenti, dei bambini meravigliosi e pieni di talento ci hanno accompagnato per mano nel loro piccolo mondo fatto di colori, risate, amicizie, pensieri positivi e tantissimo impegno da parte degli educatori dei Punti Luce.

La povertà educativa è evitabile e spezzare la catena della disuguaglianza è possibile. Aiutaci anche tu, basta un piccolo pensiero per questi bambini.

Non tutti hanno la fortuna di nascere nel nord del mondo, nonostante ciò è possibile diventare grandi uomini e donne. Il futuro è più nelle loro mani che di chiunque altro.

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