ignazio_marino_instagramIgnazio Marino, vincitore delle primarie del centrosinistra e quindi candidato della coalizione a sindaco di Roma alle prossime elezioni comunali del 26 e 27 Maggio 2013 è stato intervistato da Matteo Acitelli di Instagramers Roma su alcuni temi a noi cari: i Social Network e, più in particolare, Instagram.

Cosa c’é alla base delle strategie comunicative scelte per la sua campagna elettorale? In particolare, crede che queste si siano rivelate importanti per la vittoria delle Primarie?

La campagna per le primarie l’ho passata tra le persone. Il mio è stato un confronto incessante, che continua ancor di più oggi, con le cittadine e i cittadini di Roma. Questo percorso di ascolto, per essere completo, punta su due fondamentali canali di comunicazione, da un lato c’è il confronto diretto con i cittadini e la città, e dall’altro, l’utilizzo del web, canale imprescindibile per entrare in contatto con tutte le voci di Roma.

A cominciare dal 23 marzo, giorno dell’evento di presentazione della mia candidatura al teatro Eliseo, per cui non c’è stata neanche una affissione, abbiamo puntato sul coinvolgimento diretto e il tam tam Facebook e Twitter. Il Teatro Eliseo era stracolmo di persone. Per sintetizzare, la strategia della mia campagna è molto semplice: ascoltare le persone e rispondere alle vere necessità di Roma per puntare su efficienza e trasparenza. In questo le nuove tecnologie sono una risorsa preziosa.

Spesso siamo abituati a vedere account di politici sui social network molto attivi durante la campagna elettorale per poi venire accantonati subito dopo le elezioni. Lei intente continuare ad utilizzare questi strumenti dopo le elezioni? 

Il mio rapporto con i social network è diventato più intenso nel 2009, quando mi sono candidato alla segreteria del Pd e grazie al web riuscivo a coordinare i tantissimi comitati che erano nati spontaneamente in tutta Italia. Da allora non li ho mai abbandonati. Negli anni sono stati essenziali per mostrare il lavoro che stavo svolgendo da Presidente della Commissione d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale. Quando ho raccontato l’orrore degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari l’ho fatto anche con un video che ho veicolato su Facebook. Volevo arrivare subito alle persone, fargli capire cosa stava succedendo lontano dai loro occhi. Da sindaco i social network saranno il mezzo con cui attivare la trasparenza che voglio portare in Comune. Curricula online, spese, decisioni e comunicazioni. Il campidoglio sarà la casa di tutti i cittadini che non si sentiranno in mezzo a tanti burocrati ma saranno accolti e ascoltati.

Come pensa di poter “sfruttare” questi canali dopo le elezioni? Ha in mente forme di democrazia partecipativa attraverso la rete? 

Se sarò sindaco, le decisioni più importanti per Roma saranno prese con referendum di indirizzo che coinvolgeranno tutti i romani che vorranno partecipare. Non è un’idea che ho da oggi, ma una direzione politica che propongo dal 2009 e che ritengo fondamentale. Ho iniziato già dalla campagna: il mio programma è arricchito quotidinamente dalle idee di tutti i romani e le romane. E lo sarà ogni giorno di più. Utilizzerò una mappa che consentirà a chiunque di mandare online segnalazioni fotografiche di ciò che non va nella propria strada, o di quello che vorrebbero per il loro quartiere. Dalle buche ai lavori lasciati a metà, fino al miglioramento o all’apertura di giardini e spazi gioco.

Ci ha gradevolmente sorpreso vederla usare Instagram e taggare le sue foto con l’hashtag della nostra community, #igersroma. Cosa ne pensa della mobile photography?

Ho attivato il profilo instagram dall’inizio delle primarie. Ho pensato che sarebbe stato un nuovo modo, immediato sia per lo scatto delle immagini che per la condivisione ai follower per poter raccontare il diario della campagna. Taggando #igersroma ho voluto coinvolgere la community della capitale nel mio racconto. Grazie alla mobile photography posso dire “io sono qui, ora, e queste sono le persone con cui sto parlando”.

Le piace pensare ad Instagram come un mezzo per esprimersi o come uno strumento di promozione?

Se seguite il mio profilo (@ignaziomarino) noterete che non ci sono foto “artistiche” della città. Il profilo è gestito dai ragazzi del Comitato che mi seguono ogni giorno, proprio nella logica che raccontavo prima del ‘diario di campagna’, si vedono immagini delle iniziative che svolgo in ogni parte di Roma.

Al di là dell’uso che ne sta facendo per la campagna elettorale, utilizza i social network anche nella vita privata? 

Nella vita privata utilizzo i social network come modo più immediato per riconnettermi alle persone che conosco. Nella mia vita ho lavorato a Cambridge e Pittsburgh. Grazie ai social posso chattare con un amico lontano, veder crescere i suoi figli, conoscere la carriera intrapresa dai miei studenti e colleghi.

Tra le sue proposte per Roma si legge che vorrebbe investire sulle nuove tecnologie per offrire più libertà di informazione, con il wifi nelle piazze, nei parchi e in tutti gli spazi pubblici. E’ giunto il momento di dire stop al digital divide?

Mia figlia, a 20 anni, riesce a scrivere sulla tastiera del computer e contemporaneamente guardare la tv. Non riesco a smettere di stupirmi ogni volta dell’abilità con cui utilizza computer e smartphone. La sua è una generazione nata con la rete, vissuta a contatto con ogni tipo di device. Per questo è anacronistico che non possa andare a studiare con il suo laptop in un parco o non possa mandare un file o una foto tramite wi fi da ogni parte della città. Sono strumenti semplici, normali, che non dovrebbero neanche essere messi in discussione. Siamo nel 2013, fra qualche anno spero che nessuno ricordi cosa vuol dire digital divide.

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