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Instameet a Rebeccu fra le leggende di Sardegna

La Sardegna è un prezioso scrigno di leggende, miti e credenze popolari, che arrivano fino a noi quasi intatti dai tempi più antichi. Nascono dalla fantasia ma hanno sempre un fondo di verità: ricordano personaggi, luoghi e fatti accaduti, in un avvincente racconto fatto di mistero e suggestione. Nei centri più piccoli tutto ciò è meglio conservato, laddove la tradizione orale non ha subito pesanti influenze esterne, si scopre una Sardegna parallela, nascosta, quasi segreta.

E domenica 2 dicembre con Igers Sassari e Igers Sardegna andremo alla scoperta di una delle #leggendedisardegna più affascinanti e più celebri del nord dell’Isola: la maledizione delle trenta case di Rebeccu, piccola frazione ormai disabitata di Bonorva.

In epoca giudicale Rebeccu, borgo medievale costruito su un costone roccioso, contava circa 400 abitanti le cui abitazioni di pietra erano adagiate ai piedi di un castello dove viveva il Re di Rebeccu con sua figlia Donoria. La giovane venne presto additata come strega e i rebecchesi chiesero quindi che venisse mandata via avendo paura dei suoi sortilegi. Mentre la principessa Donoria lasciava la città, la leggenda narra che lanciò una maledizione: “Rebeccu, rebecchei da ‘e trinta domos non movei!” (Rebeccu, rebecchesi, dalle trenta case non vi muoverete!).

E dopo il periodo di splendore vissuto fino a quel momento, siamo nel 1400, Rebeccu cadde effettivamente in rovina a causa di devastanti epidemie di malaria che decimarono la popolazione. In molti scapparono e lasciarono la collina per andare a fondare l’attuale città di Bonorva nel fertile campo di Santa Lucia, mentre i pochi rimasti a Rebeccu, pian pianino, ricostruirono il paesino attorno alla piccola chiesa di Santa Giulia, senza superare mai le trenta case.

Del florido centro medievale del Meilogu ora rimangono la chiesa, una manciata di case di pietra, vicoli silenziosi e un cimitero sconsacrato, luogo di una leggenda da brividi che scoprirete solo partecipando all’ #instameetRebeccu.

Ecco il programma:

h 10.30 Ritrovo dei partecipanti davanti alla chiesa di San Lorenzo di Rebeccu, esempio di Romanico minore risalente all’ultimo trentennio del XII secolo. La chiesa si trova sulla strada che ci porterà poi al paese abbandonato in una posizione scenografica.

h 11.30 Passeggiata fotografica per la borgata di Rebeccu da cui godremo anche di panorami mozzafiato sulla vallata sottostante e dove scopriremo la fonte sacra nuragica Su Lamarzu. All’interno di una delle piccole case accuratamente restaurate di Rebeccu, dove consumeremo il nostro pranzo al sacco, sarà offerta una degustazione dello Zichi, il tipico pane di Bonorva, a cura della Consulta Giovanile di Bonorva e del Comune di Bonorva.

h 15.00 Visita alla spettacolare Necropoli prenuragica di Sant’Andrea Priu, gestita dalla Cooperativa Costaval, scavata dentro un’alta parete di trachite, all’interno della quale si trova la cosiddetta Tomba del Capo, che ha ben 18 ambienti e per questo fra le più estese del Mediterraneo.

L’hashtag ufficiale dell’evento è #instameetRebeccu.

L’evento è aperto a chi ha un account Instagram pubblico e attivo da tempo previa iscrizione su eventbrite.

Ricordiamo che solo i soci Igersitalia in regola con la quota associativa saranno coperti da polizza assicurativa.

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