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La cultura visuale e Instagram a scuola: cosa ne pensa il prof. Boccia Artieri

L’utilizzo dei social a scuola sta diventando un argomento di analisi e confronto, non solo sui banchi di scuola. Alcuni insegnanti ne hanno introdotto l’utilizzo a livello didattico, proponendo ai propri studenti un nuovo approccio e un’alternativa alla lezione frontale, iniziando sperimentazioni innovative di cui abbiamo parlato in un recente post. Per approfondire ulteriormente questo argomento, abbiamo chiesto cosa ne pensa a uno dei massimi esperti delle rete: Giovanni Boccia Artieri, professore ordinario presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo dove insegna “Sociologia dei media digitali e Internet Studies” e “Comunicazione pubblicitaria e linguaggi mediali”, vicedirettore del Larica (Laboratorio di Ricarca sulla Comunicazione Avanzata”, nonché membro del comitato scientifico di Igersitalia.

F. F. “Cosa ne pensa dell’uso di instagram in ambito scolastico?”

G. B. A.Gli adolescenti sono i principali utilizzatori di Instagram: il luogo naturale della loro narrazione collettiva. Oggi la maggior parte dei post contengono immagini e video. Utilizzare Instagram a livello educativo e didattico aiuta a pensare a come si usano le immagini. È necessario far crescere una cultura visuale, perché è più facile avere un atteggiamento critico su un testo scritto, mentre l’immagine è più facile percepirla come reale e non siamo abituati a percepirne e considerarne un uso ingannevole. Per esempio se si parla di un’esplosione, siamo più abituati a controllare e verificare un testo sui motori di ricerca, mentre non facciamo mai il controllo dell’immagine. Ed effettivamente anche la scuola in questo momento fa meno per educare all’immagine”.

F. F. Durante le sue lezioni ha fatto utilizzare Instagram ai suoi studenti all’università?
G. B. A. “Sì, lo abbiamo analizzato e utilizzato dal punto di vista della costruzione dell’identità online riflessiva: ovvero abbiamo analizzato come costruiamo la nostra immagine digitale”.

F. F. Qual è la sua opinione in merito all’utilizzo dello smartphone in classe?

G. B. A. “Non sono propenso a un utilizzo sconsiderato dello smartphone in classe, perché non è un elemento naturale per percorso educativo e didattico, ma penso che sia importante decidere quando sia opportuno inserirlo e quando escluderlo, magari concordando alcuni momenti con gli studenti, perché Il tabù crea un problema d’abuso. Tra l’altro, ci sono diversi plessi scolastici che raccolgono gli smartphone in scatoloni che tengono in classe, poi ne autorizzano l’uso in momenti dedicati, ma vorrebbero delle linee guida e che questa sperimentazione venisse legittimata”.

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