Locali

#progettofolle03, missione compiuta!

Servizio a cura di @antoncino@igerssiena

 

Sono tornati a casa a Siena dopo un viaggio di 27 giorni e 7165 km percorsi per il loro #progettofolle03 i Local Manager di Igers Siena, Francesca de Munari ed Antonio Cinotti.

Francesca ed Antonio ci avevano già abituato ai loro viaggi folli in moto ma stavolta gli ingredienti sono stati davvero particolari.

Un viaggio di più di 7000 km da Siena a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, per portare a Bambini nel Deserto ONLUS una vecchia auto ed una moto del 1989 visitando, lungo il percorso, una serie di strutture come scuole ed infermerie, otrofi gestiti da BnD  e dalla Fondazione Fabrizio Meoni,  associazione nata in memoria di uno dei più grandi piloti da deserto, toscanissimo, scomparso nel 2005 in Mauritania mentre correva la Parigi Dakar, gara che aveva vinto per 3 volte.

Con i due local manager è andato anche Stefano Camaiani, amico di entrambi, per rendere possibile un viaggio che non sarebbe potuto nemmeno partire senza una macchina di appoggio ed un cambio per la guida in moto in caso di necessità.

Dopo il primo tratto da Siena a Genova Francesca, Stefano ed Antonio si sono imbarcati direzione Tangeri e hanno cominciato la loro discesa verso Sud che li ha portati ad attraversare Marocco e Sahara Occidentale, Mauritania, Senegal, Mali e Burkina Faso condividendo sui principali Social Media il racconto del loro viaggio con l’hashtag #progettofolle03.

Un viaggio ricchissimo di emozioni, affrontato con due mezzi che sono reputati “vecchi” dalle nostre parti (l’Opel Frontera era infatti del 1997, l’Honda Africa Twin 650 del 1989) ma che sono invece perfetti per le lunghe percorrenze africane; le moltissime tappe sono state affrontate senza nessun problema tecnico facendo una regolare manutenzione quotidiana ad auto e moto.

Sulla carena della moto e sul posteriore dell’auto, oggi in giro per Oauagadougou  visto che entrambi i mezzi sono rimasti a disposizione dei volontari della ONLUS Bambini nel Deserto, ci sono ovviamente gli adesivi di Igers Italia!

Nel corso del viaggio Francesca ed Antonio non hanno risparmiato in adesivi e oggi il nostro logo è anche sul cartello del Tropico del Cancro e sulla porta di ingresso di Garage Italia, una scuola gratuita per aspiranti meccanici di motorini e moto gestita da Bambini nel Deserto nel poverissimo quartiere di Kouritenga a Ouagadougou.

Particolarmente sentito l’arrivo dei due mezzi a Dakar dove finiva la mitica corsa di auto, moto e camion Paris Dakar fino a che non fu spostata per motivi geopolitici in sud America; i km percorsi sulle rive del Lago Rosa sono stati veramente emozionanti per tutti e tre.

Il viaggio è stato molto pesante dal punto di vista fisico a causa delle condizioni di molte strade senegalesi e maliane; l’itinerario studiato per garantire buone condizioni di sicurezza, infatti, ha portato i tre a fare lunghissime percorrenze su tracciati in condizioni tipicamente africane ma potenzialmente più tranquille..

Nel corso delle quasi 4 settimane di viaggio i tre “folli” hanno visitato anche alcuni parchi naturali e hanno incrociato coccodrilli, facoceri, scimmie, colibrì e strani e lunghissimi lucertoloni!

Conclusa la missione con la consegna dei mezzi e del materiale avanzato dopo le soste nelle varie strutture visitate (alla partenza a bordo del Frontera c’erano più di 2 quintali di materiale didattico e non solo da distribuire nelle varie destinazioni) i tre sono passati a visitare anche la scuola per i figli dei lavoratori nella Cava di Pissy detta anche la Miniera del Diavolo; una sorta di girone dantesco in cui circa 3000 persone lavorano senza le minime condizioni di sicurezza per estrarre granito e frantumarlo, ovviamente tutto a mano e senza l’ausilio di macchinari.. La sola via di fuga per i figli dei lavoratori per non finire come i genitori è lo studio ed ha fatto piacere a tutti vedere come l’Italia sia il solo paese europeo che investe moltissime risorse attraverso diverse associazioni per portare avanti l’asilo e la scuola gratuiti per i figli dei dipendenti e l’infermeria in un posto allucinante di una nazione tanto lontana da casa nostra.

Arrivati alla fine del viaggio “per bene” Francesca ed Antonio, rientrati a casa, hanno dichiarato che per qualche mese non si muoveranno più da casa… sarà vero o staranno pensando già a un #progettofolle04??

 

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