Di @roccorossitto aka @igerscatania


E’ successo: domenica 28 ottobre il primo instameet “world-wide” della community di Instagramers a svolgersi su un vulcano attivo, l’Etna. E ancora: anche il più alto, a quota 2400mt sul livello del mare. Lì, “la bandiera”, che in realtà era la “storica” maglietta di Instagramers Italia ed. instameet 2011, è stata sventolata e fotografata.

Foto di @igerssicilia

“L’eroica” formazione è composta da: Carlotta Bruno @carlotta72, Gaetano Loria @gaetanoloria, Roberta Di Giorgio @belzebob, Salvo Iraci @supersten, Valerio D’Urso @duval, Emanuele Fontana @Fatmesa e io (@roccorossitto) anche nelle vesti di @igerscatania e @igerssicilia.

Valle del Bove. Etna. Foto di @supersten

A capo del gruppo “Johnny” di This Is Etna (www.thisisetna.com) l’associazione che ha reso possibile questo instameet ad alta quota. Lui è la nostra guida, l’autista della jeep, colui che ha risposto a tutte le domande e ci ha rimpinzato di informazioni sul vulcano più importante d’Europa: molte cose non le sapevamo neppure noi che “lì sotto ci viviamo”. Certi lavori non puoi farli per dovere, ma solo con passione: la differenza sta tutta lì. “This is Etna” fa tutto con molta passione, non lasciando nulla al caso.

Johnny nella foto di @fatmesa

Parentesi. L’Etna per i catanesi e i siciliani in generale è femminile e non maschile, come logica vorrebbe visto che trattasi di “un vulcano”. A chi chiede il perché, normalmente si spiega che “per noi” è “a muntagna”, una montagna, dunque femminile. Johnny invece propone una variante: “E’ femmina perché è “la grande madre”, perché da più vita con la sua energia di quella che toglie e distrugge con le sue eruzioni. Questa è la differenza tra gli altri “vulcani maschi” e l’Etna, che è femmina”. Ha ragione, nelle sue parole tutto l’amore per “questa montagna”. Chiusa parentesi.

La Jeep di This is Etna. Foto di @duval

Partiti alle 9 dal centro di Catania la prima tappa è stata, off road, alla Valle del Bove. Un enorme valle che funge “da raccolta” per “alcune” eruzioni del versante orientale del vulcano. “Alcune”, perché oltre ai crateri sommitali, sull’Etna sono stati censiti oltre 300 crateri. Alla domanda che vi starete facendo c’è una risposta: no, la Valle del Bove non si potrà riempire mai, almeno non nei prossimi secoli. Appena sbucati fuori da un bosco, vedi la Valle del Bove apparire in tutta la sua maestosità: no, non si riempirà mai.

Crateri, quota 2400mt. Foto di @belzebob

Risaliti in jeep, prendiamo quota: a circa 1900mt ci fermiamo a Piano Provenzana, lasciamo la jeep, ci imbottiamo di cappelli e giacche e iniziamo la salita a piedi. Questi sono “i crateri del 2002”. In quell’anno un’eruzione distrusse buona parte degli impianti sciistici e degli edifici presenti. La forza e la casualità della natura si manifestano in tutta la loro potenza: circa 26km di colata e parti di bosco risparmiate per pochi centimetri.

In quota, felici e infreddoliti. Foto di @carlotta72

Saliamo per circa un’ora fino ad arrivare ai crateri: quota 2400mt. Tanto vento, tante foto, mani freddissime con smartphone in mano e qualche ipad. E poi, magicamente il segnale del 3g che funziona perfettamente: a Piano Provenzana ci sono dei ripetitori. Foto, foto, foto: il tag è #thisisetna, ma neanche il tempo di lanciarlo che oltre alle nostre foto spuntano anche “altre” foto dell’Etna. Beh, that’s Instagram e questa è la forza degli Instagramers.

Instagramers alti come le nuvole. Foto di @roccorossitto

Nella ridiscesa becchiamo 10 minuti di pioggia e grandine: l’Etna è anche questa, e per fortuna spunta l’arcobaleno.

C'era pure l'arcobaleno. Foto di @gaetanoloria

Scendiamo verso una grotta di scorrimento lavico. Tranquilli: spenta da un bel po’. Caschetti e torce, scendiamo: la lava si fa strada, non conosce ostacoli e quando deve sbucar fuori crea delle “finestre laviche”, ne vediamo due. I caschetti a che servono? Mentre scendiamo sbattiamo leggermente la testa a turno: non dovevamo fare quella domanda.

Nella grotta, si salvi chi può. Foto di @igerscatania

A questo punto non resta che, dopo aver temprato mente e fisico in alta quota, temprare la pancia: direzione Azienda Agricola Gambino. Terrazze di vigneti, una vista stupenda e una zona “food&wine”. Non desideravamo altro.

Non ci resta che brindare. Foto di @igerscatania

Degustiamo 4 vini rossi da loro prodotti: forti, corposi, profumati. Accompagniamo il tutto con formaggi, pomodori secchi, funghi, olive, salumi e quando pensiamo di aver finito arriva un vassoio di salsiccia arrosto con spruzzata di farina di pistacchio e funghi. Finiamo con delle deliziose paste di mandorla alla nocciola. Tutto made in Sicilia, molto made in Etna. Questa parte dedicata al vino ci esalta tanto quanto l’Etna, ma questa è cosa nota: agli instagramers piace bere, mangiare e stare in compagnia. E poi, visto che ci siamo fatti notare e ci intratteniamo in lunghe chiacchere ci regalano pure una bottiglia di rosso. Non era in programma: accettiamo senza riserve.

Un ultimo brindisi. Foto di @duval

Morale della favola? Facciamo tante cose in giro per l’Italia come instagramers e il valore aggiunto, il nostro, è proprio “l’Italia” con le sue peculiarità. E pazienza se noi “al sud” siamo un po’ più lontani dagli altri gruppi sparsi nello stivale (questo lo so per certo: dispiace a “noi” tanto quanto dispiace a “loro” non poterci vedere più spesso). Comunque su un vulcano attivo solo noi catanesi potevamo fare un instameet. Dunque l’abbiamo fatto e come potete vedere dalle foto è stato qualcosa di incredibile.

In alta quota, Instagramers c'è! Foto di @igerssicilia

ps. @igerscatania e This Is Etna saranno sempre felici di accompagnare “altri” instagramers sull’Etna. Fate un fischio quando attraversate “lo Stretto”.

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Segue una piccola galleria immagini. Se volete approfondite sul tag #thisisetna e sui profili degli instagramers @carlotta72, @gaetanoloria, @belzebob, @supersten, @duval, @Fatmesa, @roccorossitto, @igerscatania e @igerssicilia. Ne vedrete delle belle.

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Commenti

  Commenti: 2


  1. bravissimi!

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