Opera di Axe sul profilo ufficiale @padovastreetart

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Tra “Ahead Padova” e #PadovaStreetart

Servizio a cura di Ruggero Cherubini (@ruggerocherubini) e Sara Meledandri (@_54r4_)

Padova e la street art: il progetto “Ahead Padova”

Con la diffusione dei social network ci troviamo di fronte a una mobilità dell’uomo in grado di creare nuove informazioni da diffondere nella rete. Sto parlando della street art. E specialmente quella della città di Padova. Non parlo di ragazzi e ragazze che spesso fanno trovare muri e saracinesche imbrattate, ma di quella forma artistica e di comunicazione che si appropria del grigiore degli spazi urbani animandolo con figure e scritte. Il fenomeno della Street Art cattura l’attenzione dello spettatore. Il desiderio di coinvolgere la società nel proprio percorso creativo spinge i writer a usufruire di spazi off, come muri dei palazzi, vagoni dei treni, in grado di diffondere la loro arte e i loro messaggi.

A Padova c’è da segnalare l’operazione del Comune di Padova: Andrea Micalizzi, assessore al verde, ha preso  atto della qualità e della forza di questa espressività in città per farne un progetto. Si tratta del progetto “Ahead Padova” tramite il quale si è pensato di dare colore al grigio delle periferie. E’ stato richiesto agli artisti dell’associazione Jeos, che comprende una dozzina di artisti tra cui Joys, Orion, Yama, Zagor, Axe, di dipingere sulle grandi superfici di 4 palazzi di edilizia popolare dell’Ater in zona Mortise, in via Carraro prima, poi in via Stella all’Arcella e successivamente in via Pizzamano in zona Vigonovese. Il progetto è partito da poco e già si vedono i risultati sui primi edifici interessati, un modo per valorizzare la periferia con una forma d’arte contemporanea  per dare valore a luoghi spesso percepiti dagli stessi cittadini come luoghi di “serie B”.

Il progetto #PadovaStreetart

Per coinvolgere attivamente la cittadinanza, in particolar modo le nuove generazioni, convincendole ad avere un occhio attento, critico e innovativo su quello che accade in città, il giovane grafico di Abano Terme, Marco Pittarello, 31 anni, ha creato Padova Street Art, il primo “social graffiti photomap” della città che cataloga e raccoglie la street art presente in città attraverso le immagini delle opere condivise sui suoi social network; in particolar modo su Instagram il tag #padovastreetart raccoglie oltre 430 media, ma chiunque può inviare la propria foto sul sito www.padovastreetart.com e contribuire giorno dopo giorno ad accrescere questa mappa virtuale dell’arte urbana padovana.

Chi sono gli artisti?

Ecco alcuni degli artisti coinvolti nel progetto.

Kenny Random, al secolo Andrea Coppo, classe 1971, è di sicuro lo street artist più famoso di Padova. Artista poliedrico, le opere più famose sui muri della città creano un forte segno distintivo e riconoscibile che si sviluppa per molte vie di Padova. E’ molto amato. I suoi lavori più noti – più fotografati e condivisi con l’hashtag #kennyrandom – si contraddistinguono per le “avventure” di una sagoma nera col cappello, realizzata con tecnica a stencil, che gioca con un arcobaleno, delle farfalle in volo, note musicali, bombolette spray da writer, bolle di sapone, elementi tutti rigorosamente colorati. Sono il contrasto e il gioco i tratti dominanti delle sue opere, che sembrano ricordare all’uomo “qualunque” (la figura in nero) il desiderio di cercare i propri spazi vitali, dati dai colori.

I suoi lavori si trovano ovunque, dal centro storico alla periferia, alla zona industriale e, divenuti pienamente parte della città, sono stati salvaguardati e protetti durante i lavori di ristrutturazione di alcuni edifici, segno di una attenzione artistica e culturale della città di Padova verso questa forma di comunicazione visiva. A lui la città ha dedicato una mostra e Kenny ha contraccambiato l’omaggio con l’iniziativa The Gift: una sfida per i cittadini a ricercare, tramite indizi lanciati sui social network, alcune delle sue opere nascoste in città, con la ricompensa di diventare legittimi proprietari dell’opera trovata.

La crew dei writer padovani EAD (Escuela Antigua Disciples) nasce negli anni ’90 a Padova dall’incontro di Boogie, Zhana e Stand, ai quali si sono aggiunti Rioth, Made, Joy, Trace, Vires, Noem, Zagor e Yama. Insieme diedero vita a una personale old school che proveniva dagli insegnamenti dei più vecchi bolognesi attivi già dalla seconda metà degli anni ’80.

Made 514: artista a tutto tondo, è il writer di Padova per eccellenza. La sua continua ricerca artistica e la voglia di sperimentazione lo portano costantemente ad arricchire i suoi lavori e le sue scritte, creando un vortice di linee, colori, forme che, partendo sempre dalle lettere, creano un gioco spettacolare dall’impatto quasi tridimensionale e molto grafico, che spesso è arricchito da figure umane e animali. La sua passione per la street art lo porta a esprimerla anche attraverso le tecniche più classiche, realizzando le tag come sculture o dipinti, o anche sperimentando nuove tecniche artistiche.

Opera di Made 514, sul profilo ufficiale @padovastreetart

Opera di Made 514, sul profilo ufficiale @padovastreetart

 

Joys: cultore del Lettering, è tra i writer della crew che ha rappresentato la sua tag nei modi più diversi. Lo studio meticoloso dei font ha portato Cristian Bovo a creare un mondo dalle visioni geometriche, unico, affascinante e colorato, di creare le scritte che veicolano il suo nome e i messaggi, non solo sui muri della città da riqualificare, ma anche spesso sulle serrande delle finestre di alcuni palazzi storici. L’effetto finale è un perfetto connubio tra le linee di una architettura del passato e quelle contemporanee delle sue bellissime lettere astratte.

 

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