I video su Instagram sono brevi. Solo 15 secondi per esprimere un concetto, far passare un messaggio, far ridere o informare. Pochissimi direte voi. Persino in TV gli spot più brevi sono di 30 secondi. Nella metà del tempo come si fa?
Ebbene, si fa. E il progetto diventa interessante quando ogni video è da considerarsi una puntata di un progetto, di un film più lungo, a episodi. Gli esperimenti di questo tipo si stanno facendo interessanti, e anche in Italia qualcosa si muove.

Dal giugno 2013, quando sono stati introdotti i video su Instagram, molti utenti si sono dilettati a utilizzarli per piacere personale. Con l’arrivo di Hyperlapse, l’estate scorsa, il divertimento è stato ancora maggiore. Tuttavia, gran parte di questi video sono esperimenti one shot, che vivono in 15 secondi e non appartengono a progetti più ampi.

Qualcosa di progettuale su una serialità di appuntamenti è arrivato in Italia nel febbraio del 2014, nel settore musicale, sull’account Instagram della band vercellese degli Evacalls, che nell’arco di otto giorni ha pubblicato 2 volte al giorno 2 clip da 15 secondi tratte dal video del loro brano di esordio, Give me a Reason.

Come si diceva, i primi esperimenti di video “seriali” su Instagram sono stati realizzati all’estero.

doc brownNell’agosto del 2013 Oxygen Media, agenzia americana produttrice di reality show, appena arrivata la possibilità di usare i video su Instagram ha lanciato Oxygen’s Daily Oxygram, una serie di video da 15 secondi (uno al giorno) con contenuti esclusivi, frutto dei director’s cuts dei propri reality show. Il mese successivo i video fanno breccia nel mondo sportivo e i Cardinals, la squadra di baseball di Saint Louis, lanciano la serie “The Front Office”, prodotta da Nestflix, in cui Fredbird, la loro mascotte, è protagonista indiscusso e mostra il dietro le quinte dell’attività della squadra. L’anno scorso la nuova serie di video, “Bird to the Future” ha visto tra le illustri guest star il Doc Brown di Ritorno al Futuro in persona, al secolo Christopher Lloyd. Sul finire del 2013 la video-mania interessa anche il mondo delle animazioni, con “What The Hec?”, una serie dedicata alla cultura pop e ai trend hip-hop, in cui il disegnatore Hectah Arias di Mass Appeal fa la parodia di rapper famosi in meno di 15 secondi.

Qualcuno però è andato oltre e ha pensato di realizzare veri e propri cortometraggi che seguono una trama precisa, suddivisa in puntate su Instagram.

A fine 2013 Junto Box Films, uno studio compartecipato da Forest Whitaker, che finanzia e produce video sulla base della valutazione della propria community, ha lanciato un vero e proprio concorso attraverso cui intendeva premiare le migliori serie a episodi su Instagram. Il primo premio se l’è aggiudicato la serie Senior Lovin del regista e attore Joe Gold, che in 10 episodi racconta una strana relazione tra anziani che si trasforma in un insolito ménage à trois, mentre in seconda posizione si è piazzata KaBoom (6 episodi), di Scott Allan Perry e sul terzo gradino del podio è salito Monster Eviction, 10 puntate di di Jezar Riches.

actheseriesSette mesi fa, il primo luglio 2014, esordiva negli States Artistically Challenged una vera e propria “serie tv”, per così dire, realizzata esclusivamente per Instagram, che ridicolizza il mondo dell’arte. Non solo una sequenza di una decina di episodi, ma una vera e propria serie strutturata.

Considerando che ci vogliono solo otto minuti per vedere tutti e 32 gli episodi della prima serie appena conclusa, si rischia di rovinare lo spettacolo cercando di spiegare la trama. In sostanza, però, un oscuro artista di New York di nome Nick racconta una piccola bugia che lo catapulta sotto i riflettori durante la notte, dove tutti lo credono il grande artista che non è. Tra equivoci e pericoli, cerca di tenere fede alla sua verità dei fatti.

Obiettivo della serie è quello di intrattenere il pubblico, tuttavia, si tratta di un esercizio che può essere d’ispirazione anche alle agenzie di comunicazione, che potrebbero suggerire questo nuovo format ai propri clienti.

Ne abbiamo parlato con Fertylize, un’agenzia di produzione video e di comunicazione trevigiana, che prima di Natale ha prodotto la microserie “Uno di troppo“: 8 episodi, pubblicati una volta al giorno, veicolati dal loro account Instagram.

“Questa microserie è nata per sperimentare una forma di storytelling molto diffusa, come lo sono le serie tv e le webserie, su una piattaforma più insolita per questo genere di contenuti, Instagram appunto. Il limite di 15 secondi imposto per la condivisione dei video, è stato il trampolino di lancio per la creazione di “Uno di troppo” – ci racconta Elena Iavarone, che lavora nell’agenzia ed è la protagonista femminile della serie -. Le microserie su Instagram hanno tutte le carte in regola per diventare uno strumento con cui le aziende possano comunicare”

L’intervista completa sarà pubblicata giovedì prossimo.

Intanto date un’occhiata a queste case history e magari sperimentate e fatemi vedere i vostri test, taggando @morenaemme su Instagram.

 

Condividi:
Potrebbe interessarti anche

Commenti

  Commenti: 1

Dicci cosa ne pensi

Partner
...