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Vincenzo Noletto, da vincitore a giudice del Premio Igersitalia

C’è una tradizione che ormai non si interrompe più da quando esiste il Premio Igersitalia: il vincitore sarà uno dei giudici nell’edizione successiva.
Quest’anno è il turno di Vincenzo Noletto (@nobed), giovane fotografo napoletano, con già diversi anni di professionismo alle spalle. L’anno scorso Vincenzo vinse la categoria “ritratto” e con la sua foto si aggiudicò successivamente il titolo di Instagramers dell’anno 2017 sbaragliando tutte le altre vincitrici delle categorie in concorso.

Conosciamo Vincenzo meglio grazie all’intervista realizzata dal nostro Raffaele Monaco:

Vincenzo, come concili il tuo impegno come fotografo professionista con l’utilizzo di instagram:
Instagram è, attualmente, la più grande vetrina per un professionista dell’immagine e crea ,oltre alla visibilità, anche concrete possibilità lavorative. Anche se già collaboravo con diversi brand, dopo il Premio, ho avuto molti contatti che mi hanno permesso di arricchire la mia esperienza professionale.

Ci racconti come hai iniziato ad utilizzare instagram?
Proprio grazie ad instagram ho preso la decisione di abbandonare il mio vecchio lavoro in Apple e di affrontare l’avventura della fotografia. Sono stato influenzato da un fotografo newyorkese, Robert Herman che ha pubblicato un libro, “Phone book”, realizzato interamente con iPhone. Questa è stata la scintilla che mi ha portato a studiare a fondo la fotografia che, prima, era solo un’interesse.

Il tuo primo lavoro?
Ho fotografato l’inaugurazione dell’anno giudiziario nel 2014, poi sono stato assunto come fotoreporter da RoadTVItalia. Pochi mesi prima avevo iniziato il mio progetto Humans of Naples, che fa parte del “circuito ufficiale” di Humans of Planet Earth.

Vincenzo ci racconti meglio di questo tuo progetto?
E’ iniziato come una sorta di omaggio alla mia città, Napoli, ed ai napoletani seguendo un formato preciso, ovvero, scatto dei ritratti alle persone per strada alle quali, prima di fotografarle, faccio sempre le stesse quattro domande.

Quali sono queste domande?

  • qual’è la cosa più bella che hai fatto nella tua vita?
  • qual’è la cosa più brutta che hai fatto nella tua vita?
  • cosa ami fare?
  • cosa odi fare?

Sono domande che sembrano banali, ma, in realtà, mio consentono di creare un’empatia col soggetto ritratto che, per me, è fondamentale per la riuscita di un buon ritratto.
Oggi, Humans sta cambiando ed ancora, a distanza di cinque anni, sono stupito dalla sua evoluzione, anche se io lo immagino, con uno sguardo all’opera di Ferdinando Scianna, come una sorta di “album di famiglia”.
Allora, però adesso mi rispondi alle domande di Humans ?

Ok, la cosa più bella è stato imparare ad andare in moto. All’inizio avevo paura di cadere, poi, presa confidenza, non sono più sceso… La cosa più brutta è stato un incidente in moto, è stato complicato… Amo fotografare ed odio stendere il bucato, non mi piace proprio…

Torniamo alla mia di interviste però: quali sono i tuoi riferimenti in fotografia?
Praticamente tutto, sono onnivoro se si parla di fotografia. Ho una passione per la streetphotography ed il reportage ma esploro e studio davvero tutti i generi e non riesco a scegliere un solo fotografo preferito, anche se il lavoro che più mi ha influenzato è “The Americans” di Robert Frank.

E su instagram, hai dei preferiti?
Per lo più seguo account di fotografi come the13thsecond, sixstreetunder, Alexprager ed uno dei miei preferiti in assoluto, Boogie, ma anche i “classici” come Martin Parr, Alex Webb, Steve McCurry, Annie Lebovitz e Meyerowitz. Mentre tra gli italiani Maurizio Galimberti, zizola, pherrillo e maxanddouglas che, nel ritratto, per me, sono un punto di riferimento; infatti sono molto emozionato di fare parte della giuria con loro.

OK, grazie Vincenzo, ci vediamo a Roma il 14 Dicembre per la premiazione!

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